Tuo servo tuo padrone

Tuo servo tuo padrone

Prono ai tuoi piedi accarezzo le bronzee cupole dei tuoi glutei celate appena dal trasparente pizzo/ bruni capelli sipario socchiuso sul tuo misterioso viso/ Vortice improvviso che volge a me la delizia del tuo ventre/ concave valli lo cingono per congiungersi dove Venere dimora/ mani eleganti e grandi con lieve gesto depongono l’intimo velo custode del tuo pudore/ mani piumate scivolano sulle tornite gambe sulla cui sommità sboccia il roseo fiore dal turgido pistillo/ lingua lussuriosa schiude i carnosi petali in un danza rotante/ languido risalire di baci/ bocca che morde appena la cuspide bruna dei tuoi seni/ e baci e baci e baci che si deliziano della setosa armonia del tuo collo/ labbra che incontrano le tue in un turbinio di lingue per spalancarsi infine verso il cielo/ sguardi bramosi si cercano mentre la tua mano sul sesso indica la via/ con lievi movimenti mi congiungono a te e le mie mani forti ti stringono le terga/ ora la tempesta dei sensi si fa maestosa di sospiri e gemiti/sento le tue unghie aggrappate alla mia schiena lacerarmi la carne/ sento il mio sesso in te ritmare i colpi dell’amplesso/ e al culmine della passione il tuo corpo che si inarca posseduto dall’estasi/ poi scivolare a terra in un vento caldo di carezze a sfiorare il tuo corpo e il viso.

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