André&Marty un piacevole massaggio

André&Marty un piacevole massaggio

Ciao a tutti i nostri lettori! Qui scrive Andrea e Martina, quella coppia affiatata di un tranquillo paesello😁

 

Quest’oggi vi proponiamo un altro dei nostri racconti delle nostre esperienze ma questa volta in una chiave più romantica, non possiamo mica essere sempre porci?🐽

VI LASCIAMO UNA BUONA LETTURA 

 

André & Marty vevano ormai una famiglia completa: il piccolo Luca, un tornado di energia che rubava ogni minuto libero. Era il post-Covid, e il lavoro – soprattutto quello di Martina – divorava tempo ed energie. Lei tornava a casa esausta, stressata, un groviglio di nervi: la vita privata ne risentiva, i dialoghi ridotti a bollette, asilo, turni. Il sesso? Un miraggio. Eppure, quando l’astinenza li colpiva, diventavano due porcellini perversi, pronti a tutto. Stavolta, però, lo stress di Martina aveva spento anche quella scintilla: “Non ce la faccio, amore, sono a pezzi,” gli diceva, e Andrea sentiva il suo cuore stringersi.Un pomeriggio, durante un aperitivo rubato – il bimbo dai nonni – seduti al tavolino di un bar con vista sul lago, Martina si aprì: “Mi sento un nodo, Andrea. Lavoro, casa, tutto mi schiaccia. Non sono più io.” Lui la ascoltò, stringendole la mano, e nella sua mente già girava un’idea. Andrea, anni prima, aveva fatto l’aiutante da un’estetista: sapeva come sciogliere un corpo con le mani, e l’idea di un massaggio – prima rilassante, poi sempre più erotico – gli accese una lampadina. Quella sera, mentre Luca dormiva, navigò online: oli afrodisiaci, tecniche body-to-body, video di massaggi che finivano in scopate selvagge. Il cazzo gli si indurì solo a immaginare Martina nuda su un lettino, le sue mani che scivolavano ovunque.Iniziò a stuzzicarla via messaggio, come al solito: “Chissà come saresti nuda, oliata, sul lettino di un massaggiatore… le sue mani che sfiorano la tua patata gonfia…” Lei, arrossata, rispondeva: “Sei il solito porco! Mi farei toccare solo da te.” Andrea ghignava: lo sapeva, ma adorava farla bagnare con le parole. Ordinò un tavolino da massaggio portatile, oli profumati – incenso, note calde che urlavano sesso – e attese il momento perfetto.Una sera, con Luca addormentato presto, preparò tutto: luci spente, candele accese, musica soft, il profumo d’incenso che avvolgeva la stanza. Bendò Martina sul divano – “Fidati, amore” – e la guidò al lettino coperto da asciugamani caldi. La spogliò piano, lasciandola con un asciugamano piccolo sul culo, e iniziò. “Rilassati, amore. Sei in un posto caldo, solo tu.” Le sue mani, esperte, partirono dai piedi: quel piedino bianco e delicato, le dita che scivolavano tra le sue, facendola sussultare di piacere. Salì piano, polpacci, cosce, un tocco-non-tocco sulle grandi labbra già gonfie, anche se lei non era “pronta” al sesso. Massaggiò quel culo perfetto – “Lo sappiamo che vi fate un sacco di seghe su questo bouquet, eh?” allargando le chiappe, i pollici che sfioravano il buchetto stretto, facendola tremare.Passò alla schiena, mezz’ora di pura magia: spalle, collo, ogni nodo sciolto. Sussurrava all’orecchio: “Sei la donna più bella del mondo, la mia regina, la mamma perfetta… e la mia troia.” Le sfiorava l’aureola del seno, che spuntava di lato, e lei sussultava. Poi, più audace: mani sui fianchi, sul culo, i pollici che scivolavano tra le chiappe, aprendo quel buchetto che lo faceva impazzire. La patata di Martina iniziò a lacrimare, umori trasparenti che colavano. “Girati,” le ordinò piano. Lei obbedì, a pancia in su, la benda ancora sugli occhi. Massaggiò il collo, lo sterno, quei seni meravigliosi nonostante l’allattamento – poi la pancia morbida, scendendo alla fica fradicia. Ci girò intorno stuzzicandola le dita scivolavano dentro senza resistenza, sfiorando il clitoride con tocchi lenti, erotici. Martina si mordicchiava le labbra, il silenzio rotto solo da mugolii sommessi. “Immagina quello che vuoi, siamo solo io e te” le sussurrò. Lei venne in un brivido leggero, un sospiro che tradiva l’orgasmo.Andrea continuò, mani sui fianchi, sul collo, dietro le orecchie, i capezzoli turgidi che imploravano attenzione. Martina, con la testa di lato, allungò una mano: trovò il cazzo di Andrea, “lo stronzo era già nudo”e duro come marmo. Lo afferrò, lo portò alla bocca e lo succhiò con fame, la benda che amplificava ogni sensazione. Lui la fermò prima di esplodere: “Cosa vuoi adesso, porcellina?” Lei si alzò leggermente, la voce roca: “Scopami forte.” La portò sul divano, a pecora, il culo inarcato, la fica grondante che lo risucchiava appena sfiorata. Iniziò a sbatterla con violenza, il divano che scricchiolava, mugolii spezzati per non svegliare Luca. La alzò, la baciò profondamente, una posizione scomoda ma fottutamente erotica. Martina tremava, venendo di nuovo, ma non era finita: “Fermati, voglio cavalcarti, voglio sentirti di piu!”Si sedette sul divano, lei gli montò sopra, cavalcandolo con furia, le anche che sbattevano producendo un ciaf ciaf osceno, la fica che strizzava il suo cazzo. “Sto per venire,” grugnì lui. “Sborrami in bocca,” implorò lei. Si inginocchiò, gli ingoiò il cazzo, e Andrea esplose: schizzi caldi che le riempirono la bocca, colando dalle labbra mentre lei lo puliva con la lingua. Ma toccava a lei: si sdraiò sul divano, gambe aperte, e Andrea affondò la faccia nella sua fica, leccando e succhiando come un ossesso. Lei inarcò la schiena, la testa all’indietro, venendo in pulsazioni violente, spingendogli la testa più a fondo.Esausti, unti d’olio e incenso, si abbracciarono sul divano, lei a cavalcioni su di lui. Si guardarono, ridendo piano non una parola L’intimità pura, senza bisogno di fantasie estreme, li aveva ricaricati. Sotto la doccia calda, si lavarono a vicenda – lui i suoi capelli, lei la sua schiena – gesti d’amore che sigillavano la notte. Finirono sul divano, un film in sottofondo, finché il sonno non li prese. Un’altra pagina di vita quotidiana, perversa e perfetta.

 

Speriamo che questo racconto vi sia piaciuto, lasciate un commento e se vi piace anche un cuoricino avremo più feedback per i prossimi racconti ❤️

 

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